La dieta per...

La dieta per chi pranza in ufficio

Per chi pranza in ufficio ci sono diverse soluzioni, ma c’è una regola da non trasgredire: approfittare della pausa per alzarsi dalla scrivania.

Lavorare tutto il giorno fuori casa impone un compito in più: organizzarsi per il pranzo. C’è chi sceglie di andare sempre al bar o alla tavola calda, ma non si tratta di una possibilità alla portata di tutti. Chi è a dieta, ad esempio, potrebbe incontrare qualche difficoltà a gestire il suo programma dimagrante; c’è poi chi pranza in ufficio perché preferisce risparmiare un po’ portandosi il pasto da casa, oppure perché ha una pausa pranzo brevissima e dunque non riesce ad uscire e mangiare con la dovuta calma.

E’ questa la situazione in cui si trova Chiara, 30 anni, impiegata in un ufficio lontano dalle vie commerciali della sua città.

 

Ho solo un’ora di tempo per pranzare, e per raggiungere il bar più vicino impiegherei mezz’ora. Chi me lo fa fare di uscire? Preferisco mangiare con più calma, ma questo significa dover pensare in anticipo a cosa portarmi da casa.

 

Quella di Chiara non è affatto una cattiva idea: dedicare il giusto tempo ai pasti è uno dei principi fondamentali di una sana alimentazione. Mangiare in fretta può invece avere diversi effetti collaterali, come i fastidiosi gonfiori di cui può soffrire chi si abbuffa per finire di pranzare in poco tempo.

Per di più mangiare in fretta può portare ad alimentarsi in modo distratto, senza pensare a ciò che si sta introducendo nel proprio stomaco. Il rischio insomma è di finire per mangiare più del dovuto o di consumare quantità esagerate di alimenti poco salutari. E così facendo, si potrebbe dover dire addio a una dieta equilibrata e a rimetterci potrebbero essere sia la linea che il benessere dell’organismo.

D’altra parte, la pausa pranzo è anche una buona occasione per sgranchirsi un po’ le gambe. Chi passa tutto il giorno seduto a una scrivania, proprio come Chiara, non dovrebbe lasciarsela scappare: stare fermi a lungo è tutt’altro che salutare, e per di più può favorire dei fastidiosi gonfiori alle gambe.

 

Ma dove posso andare? Qui intorno non c’è nemmeno un parco, solo un piccolo supermercato…

 

Ecco una possibile soluzione: Chiara potrebbe fare un po’ di movimento proprio per andare al supermercato ad acquistare il pranzo e mangiare probabilmente in modo più sano che al bar. Potrebbe ad esempio tornare in ufficio con un’insalata mista pronta da condire con poco sale e olio, del formaggio spalmabile light, un piccolo panino e un frutto, di sicuro un menù più leggero rispetto a una porzione di lasagne con un ragù di carne che naviga nell’olio e besciamella in abbondanza.

In alternativa, la nostra amica potrebbe provare ad organizzare il pranzo la sera precedente. Potrebbe ad esempio preparare della pasta fredda, un piatto unico facile da trasportare e da consumare in ufficio anche se non avesse a disposizione un forno per scaldare il pranzo. Oppure potrebbe optare per un’insalata con del tonno e un po’ di pane, o per della bresaola con un contorno di verdura cotta. Se non le crea particolari problemi di digestione potrebbe concludere pranzo con un frutto per raggiungere più facilmente le 5 porzioni al giorno di frutta e verdura raccomandate dagli esperti di alimentazione.

Certo, la situazione ideale sarebbe quella in cui l’ufficio fosse dotato di una stanza per il pranzo adeguatamente attrezzata. In questo modo Chiara potrebbe conservare il pasto in frigorifero e consumare anche piatti caldi, ma non solo: eviterebbe di mangiare alla sua scrivania, abitudine poco salutare.

A conti fatti pranzare in ufficio può aiutare a garantirsi un’alimentazione più sana, a patto che si sia disposti a impegnarsi un po’ per non finire a mangiare sempre un pezzo di pizza abbondantemente farcita di fronte allo schermo del computer. Anche seguire un programma dimagrante potrebbe essere più facile.

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