La dieta per...

La dieta per chi ha un’intolleranza al glutine

Le sostanze presenti in alcuni cereali possono scatenare disturbi intestinali anche seri. Ecco quando e come escluderli dalla propria alimentazione.

Disturbi intestinali, ma non solo: chi ha problemi con il glutine può trovarsi alle prese con irritabilità, depressione, mal di testa e una spiacevole sensazione di stanchezza. Tutti disturbi con cui ha avuto a che fare a lungo anche Caterina, avvocatessa quarantenne che ricorda ancora bene i problemi con cui doveva convivere quando frequentava l’università.

 

Mi sentivo sempre stanca, ma credevo che dipendesse dai miei tanti impegni. Per di più ero spesso nervosa. Mi ero convinta che anche i problemi intestinali di cui soffrivo fossero di origine psicosomatica, ma quando mi sono decisa a parlarne con il mio medico è saltato fuori che tutto poteva dipendere da quello che mangiavo: ero celiaca?

 

In casi come quello della nostra amica, l’unico modo per confermare il sospetto che alla base dei sintomi ci sia la celiachia è una biopsia intestinale. Infatti in chi soffre di questa malattia l’ingestione di glutine scatena una risposta autoimmune che danneggia la superficie interna dell’intestino, e solo analizzando una parte di quest’ultima è possibile diagnosticare la celiachia.

 

Gli esami hanno confermato i sospetti del mio medico. Da allora ho dovuto rinunciare a tutti i cibi contenenti glutine, come la pasta, il pane e la pizza. Riuscirci non è stato semplice, ma ora, grazie alla mia dieta totalmente gluten free, non devo più sopportare i mal di pancia, il gonfiore, la stanchezza e l’irritabilità che mi hanno reso difficile la vita per tanto tempo.

 

In realtà i sintomi descritti da Caterina non sono sempre associati a danni all’intestino. Si può avere gli stessi sintomi della celiachia senza essere affetti da questa malattia: è il caso di chi è sensibile al glutine. Anche in caso di sensibilità al glutine per stare meglio basta fare attenzione ai cibi che lo contengono.

Le regole da seguire non sono molte:

1Evitare gli alimenti naturalmente contenenti glutine: il frumento (incluso il grano khorasan, comunemente noto con il marchio Kamut®), il farro, l’orzo, la segale, il monococco, la spelta, il triticale e tutte le loro farine, i loro amidi e il loro semolini, semole, creme e fiocchi. Anche l’avena deve essere esclusa dalla dieta, a meno che sia contenuta in uno dei prodotti elencati nel Registro Nazionale del Ministero della Salute. Infine, bisogna evitare il germe di grano, la crusca e il malto dei cereali vietati e il lievito.

 

2Escludere dalla dieta i prodotti contenenti i cereali vietati: paste, paste ripiene, gnocchi, pizzoccheri, crepes, pane e prodotti da forno (come grissini, fette biscottate, taralli, biscotti, torte e merendine), couscous, muesli e qualsiasi altro preparato a base di cereali contenenti glutine, come la besciamella, lo yogurt al malto, il cioccolato con i cereali, i minestroni già pronti contenenti cereali, la carne, il pesce, le verdure e il formaggio impanati o infarinati e i sughi e le salse addensati con le farine vietate.

 

3Fra le bevande è necessario escludere il caffè solubile, i surrogati del caffè, le bevande e i preparati a base dei cereali vietati (come l’orzo e anche l’avena) e le birre al malto d’orzo o di frumento, a meno che non siano certificati gluten free.

 

Cosa rimane da mangiare? Molto, in realtà. Gli alimenti in natura privi di glutine sono frutta, verdura, carne, pesce e uova, ma esistono anche tanti prodotti come pane, pizza, pasta, biscotti e torte realizzati con farine prive di glutine. Si possono trovare nei negozi di prodotti dietetici, nelle farmacie, nei supermercati e sono contrassegnati dal simbolo della spiga sbarrata.

Se in caso di celiachia l’esclusione deve essere totale e durare per sempre, chi soffre di sensibilità al glutine potrebbe stare bene evitando i cibi contenenti glutine solo per un periodo di tempo limitato. Per questo prima di sottoporsi a delle privazioni è bene consultare il proprio medico, evitando di autodiagnosticarsi un’intolleranza. In questo modo si eviterà anche di mascherare i sintomi di un’eventuale celiachia vera e propria: il rischio è che, escludendo il glutine dalla propria alimentazione, si attenuino i disturbi che permettono di diagnosticare con certezza la malattia.

Meglio, quindi, evitare il fai da te e ricordare che in assenza di problemi specifici il modo migliore per mantenersi in forma è seguire una dieta equilibrata e il più possibile varia che non escluda nessuna classe di alimenti, abbinandola a un’attività fisica regolare.

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