Cosa significa...

Cosa significa… Indice glicemico?

Non tutti i carboidrati sono uguali. Ecco perché quelli a basso indice glicemico sono una scelta migliore.

Quando si parla di carboidrati si pensa a qualcosa di buono, goloso, calorico e appagante: un bel piatto di pasta al pomodoro, una pizza, un panino imbottito, una porzione di patatine. E’ vero, queste sono tutte fonti di carboidrati, alcune decisamente più salutari di altre, ma non ci sono solo loro.

I carboidrati hanno infatti diverse e varie caratteristiche, tra le quali una in particolare che si chiama indice glicemico. Conoscere questo elemento può aiutare a proteggere non solo la forma fisica ma, più in generale, il proprio benessere presente e futuro.

Infatti l’indice glicemico aiuta a capire quanto mangiare un cibo faccia aumentare più o meno velocemente i livelli di zuccheri nel sangue, caratteristica che alla lunga può influire sul benessere dell’organismo. Basta pensare a cosa può succedere se gli zuccheri nel sangue sono sempre troppo alti, come accade se non si tiene sotto controllo il diabete: cuore e arterie corrono seri rischi!

I cosiddetti cibi a basso indice glicemico aiutano ad impedire che i carboidrati vengano assorbiti molto velocemente, evitando così pericolosi aumenti nei livelli di zuccheri nel sangue. Secondo i principi di alcune diete dimagranti, preferendo questi alimenti è più facile mantenersi in forma; per di più si tratta di fonti di energia a lungo termine, perché consentendo di assimilare gli zuccheri più lentamente permettono di averne a disposizione per un tempo più prolungato.

Ma non solo. Mentre chi segue un’alimentazione ad alto indice glicemico corre un maggior rischio di ritrovarsi alle prese con il diabete e disturbi cardiovascolari, le diete a basso indice glicemico vengono associate a migliori livelli di colesterolo buono e a una minore probabilità di avere gravi problemi di peso.

Fortunatamente la natura ci mette a disposizione alimenti naturalmente caratterizzati da un basso indice glicemico, come i legumi, le verdure e i cereali integrali; meglio quindi preferire, ad esempio, del buon pane integrale anziché del pane bianco.

Per garantirsi una dieta sana è però importante fare caso anche alle quantità di cibo portate in tavola. Infatti i livelli di zuccheri nel sangue dopo i pasti dipendono anche da quanti carboidrati sono stati mangiati. Per questo è bene fare attenzione non solo all’indice glicemico dei cibi, ma anche al cosiddetto carico glicemico del pasto, corrispondente all’indice glicemico dei singoli alimenti moltiplicato per i grammi di carboidrati presenti al loro interno e diviso per 100.

In generale, carichi glicemici inferiori a 10 sono considerati bassi, mentre quelli superiori a 20 sono considerati alti.

Un aiuto in più per mantenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue? E’ quello offerto da Kilocal Magra Metabolico, l’integratore che con i suoi principi attivi può partecipare attivamente al metabolismo dei carboidrati.

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