Kilocal Storie vincenti

Amedeo, 60 anni

Ho perso 9 kg per cambiare positivamente il mio approccio alla vita.

Non ricordo più quando ho cominciato a diventare così cinico e pessimista, fatto sta che alla soglia dei 60 anni mi ero ritrovato grasso, stanco e senza prospettive per il futuro. Chi sono? Un professore di liceo scientifico al termine di una fase della vita che, fino a poco tempo fa, non era stata esattamente come avevo sognato quando ero un ragazzo.

A quei tempi mi ero messo in testa di diventare insegnante per… cambiare il mondo! Come molti della mia generazione pensavo che la società si potesse migliorare anche grazie al lavoro di noi docenti, grazie alla scuola e all’istruzione. Pensavo che sotto la mia guida e il mio entusiasmo avrei contribuito a formare le generazioni del futuro per un mondo più solidale, giusto e pacifico.

 

Quando ho iniziato a lavorare come supplente non pensavo che, per una serie di eventi, in quel liceo defilato ci sarei rimasto per sempre. Vincitore di cattedra, fui assegnato proprio a quell’istituto che mi era da subito sembrato solo il primo step di una carriera che prefiguravo molto più prestigiosa. E invece nulla, confinato in una scuola frequentata da studenti svogliati e colleghi indifferenti.

E così, quadrimestre dopo quadrimestre, ho lasciato che fosse il contesto a cambiare me, e non il contrario.

Con gli anni di insegnamento, davanti a classi di ragazzi ignoranti e superficiali a cui non ero in grado di trasmettere l’amore per le lettere e la storia, la disillusione mi ha inaridito come un albero rinsecchito.

Già, rinsecchito. Dentro lo ero, ma fuori… tutto il contrario!

Il cibo per me rappresentava una fonte di gioia in mezzo a tutto quel grigiore. Non ho mai avuto molti amici, con i parenti i rapporti non sono mai stati buoni e l’amore… quello l’ho visto solo di sfuggita! Così pian piano mi sono rivolto al cibo come strumento di gratificazione.

 

Sono diventato sommelier ed esperto di gastronomia, ho imparato a cucinarmi pasti speciali a base di materie prime pregiate che so lavorare con maestria da vero chef. Coltivando la buona tavola, mangiando e bevendo da vero gourmet, ho finito per ingrassare oltremisura, ritrovandomi con una bella pancia che sporgeva dalla cintura dei pantaloni e valori del colesterolo superiori alla soglia di guardia.

La verità è che non me ne importava niente: con cosa avrei potuto sostituire la mia maggiore fonte di gratificazione?

Tutto questo… finché nella mia vita non è entrata Gaia. Gaia è una mia lontana nipote, ma io non la conoscevo fino a quando non me la sono ritrovata in classe tra le decine di nuovi studenti in quello che doveva rappresentare il mio ultimo anno scolastico. Gaia è autentica e pulita, ha un’intelligenza affilata, è precisa, puntigliosa e affidabile. Gaia è un orologio svizzero, una studentessa modello che all’ambizione unisce una grande sensibilità.

La sua personalità è riuscita a resuscitare il ragazzo idealista e sognatore che evidentemente ancora si nascondeva in me. Negli occhi di quella ragazzina bruna ho rivisto i miei di tanti anni fa.

Gaia veniva a casa mia il pomeriggio a chiacchierare di storia o letteratura e spesso e volentieri restava a cena. Per lei cucinavo con piacere perché come me era una buona forchetta, gustava tutto e mi domandava: “Cosa c’è in quel sughetto? Quale spezia hai usato per insaporire il risotto?”

 

 La sua natura indagatrice, però, non si fermava a quello. Con l’istinto dei giovani aveva colto il mio malessere interiore e ha cercato di aiutarmi. E’ stata lei a farmi intendere che dovevo smetterla di mangiare da solo “come un orsoe di aprirmi agli altri, darmi una mossa, fare più moto e non sembrare più un vecchio bacucco.

 E così è arrivata la svolta: camminate prima di andare al lavoro, assunzione dell’integratore Kilocal uomo specifico per le mie esigenze, dieta dimagrante su misura per me, basata su leccornie ipocaloriche ma deliziose al palato, il tutto condito da una grande motivazione.

Da amante della cucina sperimentavo ricette light e poi le testavamo insieme, con tanto di votazione finale: “Zio, le lasagne vegetariane valgono 7, ma il pollo alla curcuma come minimo 10”!

Mese dopo mese, tra passeggiate all’aria aperta e pasti decisamente più leggeri ho ritrovato una buona forma fisica e il piacere di guardare il mondo con occhi nuovi. E’ come se il contatto con Gaia avesse fatto spurgare il veleno che mi amareggiava l’anima. Con 9 kg e due taglie in meno, persi senza fatica e senza quasi accorgermene, mi sono sentito alleggerito anche nello spirito, oserei dire… ringiovanito!

 

Non mi manca molto alla pensione: ma gli anni di lavoro che mi restano, in quel liceo scalcagnato, mi pesano molto meno di prima.

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